Patek e il curioso caso del punzone di Ginevra

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I retroscena nascosti che hanno portato Patek Philippe ad abbandonare la certificazione di Ginevra per creare il proprio sigillo.

Quando parli di PP pensi alla massima eccellenza che un orologio possa rappresentare.
Il top dell’orologeria Svizzera. Diciamo direttamente mondiale.

Ma, errare è umano.  Anche nell’olimpo dei segnatempo.

Ci sono due storie che viaggiano parallele come spesso accade con Patek.
Una ufficiale, ampiamente sostenuta dalla casa Ginevrina e una che nasconde una verità scomoda.

Come tutti i grandi marchi svizzeri Patek Philippe è stata insignita del Punzone di Ginevra, garanzia di eccellenza e qualità svizzera nella fabbricazione di un orologio.

Nella primavera del 2009 a sorpresa PP annuncia un cambiamento epocale.

Il comunicato stampa annunciava così:

“Durante gli ultimi anni, è apparso sempre più evidente che il marchio di qualità dovesse coprire l’intero orologio: questo ha portato alla creazione di un nuovo Sigillo che integra tutte le conoscenze e le caratteristiche distintive legate alla fabbricazione, alla precisione e alla manutenzione a lungo termine di un segnatempo Patek Philippe.”

E ancora:

“I criteri del Sigillo Patek Philippe non si limitano solo al movimento, ma all’orologio nel suo insieme: dai vari componenti dell’abbigliamento (casse, quadranti, lancette, pulsanti, attacchi dei cinturini, eccetera) agli aspetti estetici e funzionali degli orologi finiti. “

In poche parole:

Noi siamo i migliori e il punzone di Ginevra è diventato per i comuni mortali.
Adesso “mettiamo su” il nostro dove controlliamo e certifichiamo tutto.

Tra l’altro i francesi della Cartier avevano ottenuto nel 2008 il sigilillo di Ginevra per un loro movimento usufrendo dello stabilimento di Roger Dubuis.

La famiglia Stern si deve essere guardata negli occhi pensando:

“ Dunque, i Francesi che ottengono il sigillo di Ginevra. Dov’è finito l’orgoglio svizzero?

Da quel momento Patek Philippe ha smesso di inserire nei propri segnatempo il Marchio ginevrino per inserire il proprio, rappresentante la massima eccellenza e garanzia per la manifattura di un orologio mai esistita.

Patek-Phlippe-Sigillo

Una scelta coraggiosa e davvero encomiabile.
I migliori che si elevano per il bene dei loro clienti e diventano ancora più esigenti per mantenere altissima la loro qualità.

Tutto molto bello. Davvero.
Se non fosse che…

Se non fosse che ci sono delle strane coincidenze.
A metà degli anni 2000 la domanda di Patek era cresciuta notevolmente.
Sappiamo benissimo che mantengono controllata la loro produzione attorno alle 50-60 000 unità l’anno.

Avevano comunque bisogno di scalare la produzione di orologi come Aquanaut, Nautilus e Calatrava.

I loro laboratori non erano predisposti a questo di tipo di “industrializzazione”, di conseguenza vennero costruiti nuovi stabilimenti per assecondare questa esigenza.

Uno di questi è a La Chaux-de-Fonds nel cantone di Nonchatelle.
Mmmhhh cantone di Nonchatelle.
C’è qualcosa che stona.

Andiamo a vedere la storia del punzone di Ginevra.

Il marchio fu istituito nel 1886 dal Gran Consiglio della “Society of Watchmakers” fondata nel 1873: tre condizioni di ammissione e dodici stringenti requisiti adattati di volta in volta ai cambiamenti sociali ed economici della professione di orologiaio, il Punzone di Ginevra è concesso solo ai movimenti progettati e assemblati sul territorio ginevrino da parte di produttori che hanno sede nel Cantone…

Ci stai arrivando anche tu?

No Cantone ginevrino. No Punzone di Ginevra.

cantoni diversi patek sigillo

A quanto pare il grande passo di Patek non è stato una battaglia per l’eccellenza ma piuttosto una condizione necessaria.

Certo, mi potrai dire che è tutta una coincidenza

Considera che quello stabilimento ( dove vengono prodotti Calatrava, Aquanaut e Nautilus )  venne iniziato nel 2008 ed è diventato operativo nel 2010.
Che Tempismo signori Patek!

In sostanza si. Patek ha commesso un errore abbastanza imperdonabile e si è vista costretta a trovare un modo per giustificare la sua uscita obbligatoria.

Il nuovo stabilimento

A ottobre 2015 è stato posata la pietra per un nuovo grandissimo stabilimento ( da 400 milioni di euro ) che sarà pronto nel 2018. Molto probabilmente la produzione di tutte le componenti tornerà nel cantone Ginevrino.

Abbiamo quindi due scenari possibili.

Il primo: un ritorno alle origini riprendendo il Punzone di Ginevra
Ma dovrebbero fare un passo indietro non da poco considerata la motivazione ufficiale per il quale lo hanno lasciato

Il secondo: continueranno ad utilizzare il sigillo di Patek Philippe, portabandiera di eccellenza e di uno standard superiore rispetto a quello di Ginevra.

Al momento tornare indietro per Patek sarebbe solo un rischio di immagine.
Noi siamo abbastanza convinti che non lo farà.

E tu? Cosa ne pensi?

Faccelo sapere nei commenti qui sotto.

Commenti

    • patekmas dice

      Grazie Alessandro, chiaramente possono gestire la situazione come meglio credono essendo il loro punzone.
      Non credo però questo abbassi e abbasserà la qualità delle manifatture.

      Ne tantissimo comprometterebbe l’immagine ( già che è il loro se poi abbassano la qualità è come schiacciare il pulsante di autodistruzione )

  1. Paolo pisini dice

    Credo fermamente che patek philippe rimanga con il proprio punzone di eccellenza e che non farebbe mai un passo indietro tornando al punzone di Ginevra. La sua strada nel continuo d’elleccelenza oramai è ben delineata.

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