Tutto quello che non sai sul Patek Nautilus 5711

Ti svelo tutto sull’orologio più richiesto dal mercato che sembra introvabile e di cui molto probabilmente non ne conosci i retroscena.

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Nella medicina come nella musica, nello sport come nell’arte, nella politica come nel lusso ci si trova spesso ad un certo punto a dover camminare su di un filo sottile.
Quando sei diventato un’icona per qualcuno,  quel qualcuno si aspetta che le tue scelte siano sempre in funzione di quello che rappresenti per lui. Niente di più, niente di meno.

Arrivano momenti in cui a dettare la linea però non è più la tua naturale identità ma è l’opportunità di vedere il tuo business/impatto crescere: le tue scelte sono frutto di una sete di successo sempre maggiore ma sottraggono credibilità a quello per cui ti sei creato un popolo di fedelissimi che è sempre stato pronto a difenderti a spada tratta

Il Patek 5711 ha seguito la voglia di Patek di riportarlo a tutti i costi al successo dopo che ha avuto un momento di crisi e stava raggiungendo lo status di “flop” nonostante dai collezionisti fosse arrivato un feedback chiaro.
Oggi ha raggiunto il suo apice grazie ad un principio del marketing ( che già Patek Philippe applica in generale ) portato all’estremo: quello della scarsità.

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Ma facciamo qualche passo indietro.
Nel 2006, a 30 anni dall’uscita del 3700 Patek Philippe voleva celebrare l’anniversario di uno dei suoi più grandi successi con un restyling della versione originale.
Negli anni a seguire dal suo debutto si erano susseguiti nuovi modelli di Nautilus: dal 3710 al 3712, dal 5712 al 5980. Ognuno, rappresentava un’ evoluzione rispetto l’originale.
Ma era arrivato il momento in cui il mercato voleva un “ritorno alle origini” e il 30ennale dello sportivo Patek cadeva a pennello.

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Nei primi mesi del 2006 viene presentato come il vero restyling del 3700 con alcune evoluzioni

  • Le tonalità blu sono state accentuate sul quadrante nero che crea un effetto doppio colore
  • la cassa è diventata tripartita e non più monoscocca arrivando a 43 mm ( 1mm in più del predecessore )
  • IL logo di Patek philippe è stato scritto con un nuovo font (carattere ) più vicino all’indice delle ore 12
  • Le maglie centrali del bracciale lucidate a specchio sono diventate più quadrate.

La prima risposta del mercato? Discreta.
Le vendite non si sono impennate ma neanche erano sotto le aspettative.
Solo che un marchio come Patek Philippe si era abituato a infrangere record personali ogni volta che lanciava un nuovo modello di punta, e questo doveva essere la nuova ammiraglia della casa ginevrina.

La caduta

Trascorrono alcuni anni e le vendite non aumentano anzi, diminuiscono.
Sembrava che mancasse totalmente di appeal nei confronti soprattutto dei collezionisti.
Si era addirittura arrivati ad uno stadio di sovraproduzione dove i concessionari PP  concedevano percentuali ( impensabili ) di sconto sull’orologio.

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Eh si, da top player come si definirebbe oggi nel calcio il Nautilus 5711 si stava rivelando un flop.
Perché?
Beh, la risposta dei veri fan di Patek è stata piuttosto timida. Il 5711 è stato subito declassato ad una brutta copia del 3700. Non c’è stato alcun un passaggio di consegne.
Il vero Nautilus secondo molti rimane quello del 1976

Se giri nei vari forum troverai opinioni come queste:

“Il 5711 e’ un Nautilus derivato, dalle forme simili, molto simili al suo predecessore ma privo di alcune caratteristiche importanti (che tuttavia non si percepiscono all’occhio meno esperto: cassa in tre parti invece che in due, movimento moderno di fattezza e realizzazione più economica, 1 mm in piu di spessore) che però si presta di più ad un uso giornaliero e impegnativo, l’impermeabilita’ e’ garantita ed è un orologio decisamente di moda che si rivolge a chi piace questa forma e questa marca ma non e’ orientato o interessato alla storia degli orologi

“ il 3700 è la storia dell’orologeria, il 5711 è un remake per fare margini con un movimento ed una manifattura molto più economici e di produzione di scala.”

Come vedi non ci vanno proprio di fioretto anche se poi sono scoppiate discussioni infinite su riconoscere o meno il 5711 come IL NAUTILUS.
Patek ha “tradito” la sua cultura per darsi ad una produzione di massa, ma chi lo segue da tempo se n’è subito reso conto e non ha pagato.


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La svolta

Patek Philippe ad un certo punto ha compreso di aver commesso qualche errore sul suo percorso ed ha adottato la strategia di marketing che l’ha fatta diventare il marchio di orologi più importante ad oggi: il principio della scarsità.

Per chi ha disponibilità economica non c’è migliore leva psicologica che l’esclusività per differenziarsi da tutti gli altri.

Da un momento all’altro PP ha fortemente rallentato ( probabilmente dismesso ) la produzione del 5711 creando un effetto coda ai propri concessionari. Per poter avere il Nuovo Nautilus bisogna attendere almeno 1 anno.
Nel frattempo il modello è diventato di richiamo anche per l’acquirente che normalmente e’ fuori dal mondo dei “fissati” ma che segue con attenzione quello che e’ popolare in un dato momento e si lascia trascinare dalla tendenza generale.

Ecco che allora il 5711 torna ad essere sulla bocca di tutti e raggiungere valori impensati prima.
Nel 2010 il prezzo di listino si aggirava attorno ai 15000-16000€, oggi nel 2015 ne vale 23 000.

Cosa rappresenta quindi il 5711?
Se lo vuoi confrontare dal punto di vista “Tecnico” il 5711 è migliore rispetto al 3700, con un’ impermeabilità maggiore e un’ “ottima tenuta di strada” per l’uso quotidiano.
Se vuoi l’orologio del momento, prendilo.

Se sei un collezionista, sai che il 5711 è un’ operazione d’investimento.
Invece se vuoi avere tra le mani un pezzo di storia, il suo numero è il 3700.

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